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*Andrea Ferrario è avvocato civilista, esperto in Diritto del lavoro
È fondamentale in questa fase farsi
assistere da esperti comprovati e
vericare con attenzione, non solo le
discipline generali di legge (si vedano,
tra gli altri, il Dpr 327/1980 e il Dm 12
aprile 1996), ma anche i regolamenti
comunali, nonché le direttive delle lo-
cali Asl e dei Vigili del fuoco di zona,
recanti spesso disposizioni alquanto
puntuali e più restrittive.
Organizzazione degli spazi
e conservazione degli alimenti
Gli spazi operativi dovranno dunque
essere organizzati in modo razionale
e tale da poter garantire una corretta
prassi igienica, con il rispetto dei cri-
teri stabiliti per materiali, rivestimenti,
aerazione e illuminazione. Allo stesso
modo dovranno essere previsti spazi
idonei e non accessibili al pubblico
per la conservazione dei cibi e delle
scorte, con scaffalature e armadia-
ture a norma e rivestimenti che con-
sentano un agevole lavaggio e disin-
fezione delle superci. Particolare
attenzione dovrà essere dedicata al
locale cucina, con il rispetto – intanto
– degli specici requisiti dimensiona-
li, di altezza (in genere non meno di 3
metri, ma con la possibilità di alcune
deroghe) e supercie, commisurati
anche in funzione del numero di co-
perti dell’esercizio. I vari strumenti,
cappe aspiranti, le attrezzature a gas
(in alcuni casi da compartimentare),
gli impianti di refrigerazione e così via
dovranno poi rispettare rigorosamen-
te gli standard imposti dalla legge e
le pareti, i piani di lavoro e le super-
ci in generale dovranno essere non
assorbenti, agevolmente sanicabili
e lavabili e possibilmente suddivise
per singolo tipo di lavorazione. Dovrà
poi essere contenuto, anche mediante
una razionale organizzazione dei us-
si di lavorazione, il pericolo di conta-
minazioni, in particolare rispetto all’in-
gresso delle materie prime, ma anche
mediante la suddivisione tra percorsi
puliti, in uscita verso la sala, e sporchi,
in rientro verso la zona lavaggio.
Pulizia personale
e divise in ordine
A queste prime regole si aancano
poi, come anticipato, quelle preordi-
nate a garantire anche l’igiene del per-
sonale e dei loro indumenti. Dovranno
dunque essere allestiti spogliatoi e
servizi separati con rivestimenti lisci e
lavabili. Gli operatori, oltre a mantene-
re impeccabili le proprie divise e i cor-
redi, compresi copricapi e cuette,
dovranno osservare alcune puntuali
regole di igiene personale, detergen-
dosi le mani con sapone germicida e
- quando occorra - indossando guan-
ti in lattice (da sostituire in presenza
di diverse lavorazioni). Dovranno poi
evitare di toccarsi orecchie, naso e
bocca in servizio, conservando una ri-
gorosa cura del corpo (capelli, barba,
ba, unghie, etc.), rimuovendo anelli,
bracciali, orologi, piercing e simili in
fase di lavoro. Gli operatori dovranno
poi astenersi dal servizio – e il datore
di lavoro dovrà vigilare in tal senso –
in presenza di conclamate patologie
gastrointestinali, dermatologiche o
respiratorie ovvero di ferite e piaghe
infette, usando mascherine alla com-
parsa di tosse o raffreddore. Più in
generale dovranno essere osservate
da tutti gli operatori le buone pratiche
igieniche (Ghp, Good hygienic practi-
ces) e le buone pratiche di produzione
(Gmp, Good manufactoring practices),
in parte contenute anche negli allega-
ti alla normativa eurocomunitaria di
riferimento (Reg. CE 852/2004) e che
possono soddisfare quello che, in una
parola sola, è conosciuto come Food
Safety Management System (Fsms),
ovvero il sistema di gestione della si-
curezza alimentare.
Se la denuncia è infondata
cosa si può fare?
Ma cosa fare nel caso di una de-
nuncia da parte di un cliente che si
riveli, a una verica dell’autorità, del
tutto infondata? Posso denunciare
a mia volta? E cosa fare nel caso di
una pubblica lamentela da parte di
un cliente (ad esempio tramite un
post sui social) o un esposto-denun-
cia agli organi preposti che si riveli,
a una verica dell’autorità, del tutto
infondata? Posso controdenunciare?
In linea di massima, non è consiglia-
bile. La denuncia – vuoi per calunnia
o diffamazione – rischia infatti di es-
sere un’arma spuntata se emerge che
l’avventore non ha agito in mala fede.
Meglio, dunque, nella maggior parte
dei casi, lasciar perdere le carte bol-
late e dedicarsi invece, con rinnovata
energia, al mantenimento del nostro
– collaudato – sistema di sicurezza.
Quali sono i tre campi di intervento per garantire sicurezza e igiene degli esercizi di ristorazione?
Oltre alla sicurezza alimentare di cibi e derrate, è fondamentale preservare igiene e pulizia dei luoghi, delle
attrezzature e quella del personale e dei loro corredi.
Che cos’è il
Food safety
management system?
È un sistema integrato, multilivello, che garantisce un’ottimale gestione della sicurezza del cibo che viene poi
servito al cliente
In sintesi