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a settimana per traguardare gli obiettivi, e si fa tanta fatica ad oggi. Se a ciò si aggiunge la corposa parte dell’informatica allora sarebbe
opportuno aumentare le ore a disposizione”.
Un insegnante scrive: “Io non disdegno l’introduzione dell’informatica, forse ridurrei le ambizioni, in generale però è del tutto evidente
che richiede un monte ore adeguato e appropriato. Per questi obiettivi servono almeno tre ore alla settimana aggiuntive e mi concentrerei
su un parallelismo con l’insegnamento della matematica, ridurrei i riferimenti alle altre discipline, e mi concentrerei proprio sugli algoritmi
che si incontrano in matematica, questo potrebbe essere utile all’apprendimento degli aspetti procedurali della matematica stessa. Anzi
potremmo relegare taluni apprendimenti procedurali proprio alla costruzione degli algoritmi”.
Il laboratorio di matematica
Per quel che riguarda il laboratorio ci sono alcune osservazioni convergenti.
Si tratta di osservazioni di insegnanti che, si capisce, ritengono assai valida la didattica laboratoriale, in particolare l’idea di laboratorio
di matematica come è stata caratterizzata e declinata nel progetto “La matematica per il cittadino” (UMI, Matematica 2001, Matematica
2003) e poi accolta nella Indicazioni curricolari del 2012 (attualmente vigenti).
Le varie osservazioni lamentano che in queste Indicazioni sembra essersi persa l’idea che si potrebbe caratterizzare con “aula come
laboratorio” il che non vuol dire che il laboratorio sia pensato come uno spazio fisico, ma che la didattica laboratoriale, proprio perché
non necessita di un particolare spazio fisico, dovrebbe essere realizzata soprattutto nel luogo ove si svolgono la maggior parte delle
attività, dove le allieve e gli allievi vivono la maggior parte del loro tempo scuola, che è la loro aula. Il laboratorio in quanto insieme di
attività tese a costruire significati degli oggetti matematici non ha bisogno di uno spazio fisico dedicato particolare (ricordiamo che la
metafora che era stata utilizzata nel progetto “la matematica per il cittadino” era quella della Bottega Rinascimentale, caratterizzata da
un apprendistato pratico, dove gli apprendisti imparavano interagendo con altri apprendisti, ma anche per imitazione dell’esperto e si
preoccupavano di costruire prodotti artigianali con cura, attenzione al processo di costruzione e anche amore per il proprio lavoro… nel
laboratorio di matematica l’apprendistato è di tipo cognitivo, ma le studentesse e gli studenti imparano collaborando fra pari, ma anche
per imitazione del docente e i “prodotti artigianali” che costruiscono sono i significati degli oggetti matematici, che si devono costruire
con cura, prestando attenzione al processo di costruzione e anche amore per il proprio lavoro).
Alcune osservazioni lamentano il fatto che queste Indicazioni non abbiano colto il vero spirito della didattica laboratoriale e rischino di
riportare il dibattito indietro di decenni. Una insegnante si dichiara addirittura offesa (e si sente la grande dignità e al tempo stesso il