
Introduzione/Introduction
tive (come Ecdosis di Fiormonte e Schmidt), giungendo all’integrazione
tra diversi luoghi di conservazione dei testi (fondo d’autore, archivio,
Internet Culturale), o tra diversi approc
ci al testo (edizione, riflessione critica, concordanza, etc., per cui cfr. il
sito Nietzsche Source curato da D’Iorio), gli strumenti digitali permet
tono un allargamento del campo, una visione d’insieme, un’osserva
zione sintetica dell’ampia rete che lega i diversi testi (il massimo del
distant-reading), ma anche l’avvicinamento estremo all’oggetto di stu
dio, l’analisi ravvicinata se non microscopica (l’apoteosi del close-rea-
ding), attraverso la riproduzione ad altissima risoluzione dell’originale
supporto nasconde nelle pieghe di una storia complessa e travagliata
attorno al concetto essenziale di variante: essa, pur quando limitata
a un minimo spazio testuale, non è mai un fenomeno puntale, ma
essere accompagnato da una riflessione critica che ne chiarisca le ra
dimensione diacronica del testo, al susseguirsi di campagne corretto
rie, ognuna delle quali identifica uno stadio testuale; dall’altro, c’è la
coesistenza sincronica di due testi, creata dalla presenza di varianti al
ternative, che non possono essere gerarchicamente disgiunte, separate,
ma rappresentano un prezioso momento di tensione, di approssima
zione progressiva, e necessariamente incompleta, verso la perfezione.
Ignorando, o riducendo, attraverso un’inadeguata rappresentazione,
sussistere due varianti in cui vivono separati elementi che non ha po
un’insuffi
cienza, solo il confronto determina quale
questo esse non rappresentano tanto un miglioramento di un sistema
fare la trasformazione dell’oggetto di studio in qualcos’altro, di rap