
sanitari e non, coinvolti nelle relative attività e degli stakeholders, rafforzando così la collaborazione intersettoriale e
rendendo applicativo il principio One Health. Dovranno essere predisposte e rese disponibili, campagne di
comunicazione appropriate oltre ad una programmazione copartecipata per interventi interdisciplinari ed
intersettoriali.
Ciò richiede inoltre il coordinamento dei servizi aziendali coinvolti a partire da quelli dei Dipartimenti della
prevenzione ma non solo, per garantire alla popolazione appropriati interventi multiprofessionali, sinergie ed
integrazione tra i diversi servizi sanitari, sulla base di una cultura comune della prevenzione e della promozione
della salute, presupponendo la capacità di superare le divisioni ed assicurare multidisciplinarietà ed intersettorialità
anche nelle case di comunità facilitando l’accesso alle informazioni ed ai servizi sanitari.
La realizzazione di azioni di prevenzione e di promozione della salute, intra e intersettoriali, deve essere orientata a
sostenere la governance partecipativa e i processi di advocacy con il coinvolgimento dei vari settori su obiettivi
condivisi anche attraverso la declinazione di strumenti formali specifici come accordi di collaborazione, patti,
protocolli di intesa che prevedano il coinvolgimento di altri “attori, enti, istituzioni, soggetti” al di fuori del circuito
propriamente sanitario e che abbiano rilevanza per la scuola, la comunità, il mondo del lavoro. In allineamento al
PNP 2020-2025 si prevede un’efficace azione di contrasto alle malattie che non può prescindere da sistemi
informativi e di sorveglianza omogenei nel territorio di riferimento che, nei confini del trattamento dei dati personali
e sensibili a tutela della privacy, vanno quindi potenziati, integrati e resi pienamente operativi con i sistemi di
sorveglianza ed i registri già indicati nel DPCM 3 marzo 2017, con sorveglianze che risultano fondamentali per la
programmazione, il monitoraggio, la valutazione, la ricerca, il governo in ogni ambito sanitario, dalla prevenzione
alla cura, potenziando così la capacità delle strutture di prevenzione di agire sul territorio.
I principali sistemi di sorveglianza sono condotti periodicamente su base nazionale e regionale (Okkio alla salute,
HBSC, Edit, Passi, Passi d’argento) e strategici per la creazione dei profili di salute della popolazione. Nel 2022 si è
svolta la Sorveglianza HBSC -Health Behaviour in School-aged Children-comportamenti collegati alla salute dei
ragazzi in età scolare, finalizzata a rilevare i comportamenti degli adolescenti toscani di 11, 13, 15 e, per la prima
volta 17 anni, nel periodo post pandemia. A giugno 2023, si è conclusa la nuova Sorveglianza nutrizionale Okkio
alla Salute i cui dati permetteranno, nel 2025, di indirizzare le azioni della programmazione regionale e garantire
interventi sempre più incisivi al fine di promuovere adozione di un sano stile di vita e mantenersi in salute. L’ultima
rilevazione effettuata di Passi d’Argento, che è il sistema di sorveglianza periodica dedicato alla popolazione
anziana, di 65 anni e più, completerà con le sue risultanze, il quadro offerto dalla sorveglianza PASSI dedicata agli
adulti fornendo dati utili per l’aggiornamento di politiche a favore di un invecchiamento sano ed attivo. Al fine di
ridurre le patologie croniche non trasmissibili (MCNT), di cui obesità e sovrappeso sono concausa, occorre
sostenere politiche sanitarie regionali finalizzate a promuovere scelte alimentari sane e a sviluppare la propensione
al movimento in tutti i setting (scuola, lavoro, comunità, sistema sanitario) e per tutte le fasce di età. In tale ottica
le attività di aggiornamento e diffusione delle linee di indirizzo regionali sulla ristorazione collettiva (scolastica e
socio-assistenziale) e la realizzazione di iniziative per una Toscana sempre più in movimento dovranno assumere
caratteristiche di interdisciplinarietà e di integrazione rispetto ai soggetti che le promuovono e ai soggetti
destinatari. Il settore della ristorazione collettiva dovrà essere sempre più coinvolto nel favorire l’adozione dei
LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) garantendo, in tal
modo, un apporto di nutrienti equilibrato e supportando le politiche di riduzione dell'obesità e del sovrappeso,
anche nell’ottica del contrasto alle disuguaglianze, alla sostenibilità e la lotta allo spreco.
In ambito di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza alimentare, il nuovo quadro normativo europeo richiede la
strutturazione di nuovi sistemi di controllo che comportano la formazione ed il coinvolgimento di figure
professionali sanitarie e non solo, utili a gestire anche gli aspetti non direttamente sanitari ma, comunque,
interconnessi alla gestione del rischio per la salute umana, animale e dell’ambiente.
La tutela della salute e degli interessi del consumatore è la priorità del modello di sicurezza alimentare e richiede
attività rigorose, conformi ed eseguite uniformemente sul territorio toscano, nel rispetto di prescrizioni specifiche
volte a garantire la sicurezza dei prodotti agroalimentari e il supporto alle filiere per le attività di export. A tal fine
è necessario un continuo aggiornamento della normativa e degli indirizzi operativi regionali per attenersi
all’evoluzione dell’assetto legislativo e per coordinare attività solo apparentemente distanti, che trovano
nell’obiettivo di sintesi un elemento di coerenza qualificante.
Nel rispetto delle politiche sanitarie comunitarie e nazionali che hanno fatto proprio l’approccio “One Health”,
occorre integrare ed allineare le strategie future, non solo al fine di tutelare lo stato sanitario del patrimonio
zootecnico e faunistico regionale, ma anche per rilevare precocemente eventuali focolai di malattie infettive,
zoonosi, malattie a carattere epidemico, pandemico, emergenti e ri-emergenti che rappresentano un serio
pericolo per la salute pubblica. L’implementazione di una rete territoriale di sorveglianza sanitaria multidisciplinare
integrata tra medicina umana e veterinaria, permetterà la cooperazione in sinergia sia per le azioni di
sorveglianza, sia per le azioni di controllo (eradicazione o mitigazione) di eventuali malattie rilevate nella fauna
selvatica sinantropica e negli animali allevati, rafforzando la capacità del sistema sanitario regionale di affrontare
rischi sanitari complessi e rendendolo più resiliente.
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